Parole di donna

Parole di donna I-VI, collage su carta, 2025, 14x22 cm, Ph. Credit Giorgio Benni

Parole di donna

2025

Collage su carta, 2025, 14×22 cm

Parole di donna è un lavoro composto da sei collage in cui testo e immagine si confrontano come frammenti di un discorso intimo e collettivo. Su fogli a quadretti, simili a pagine di quaderno o appunti privati, la scrittura si intreccia a occhi, bocche, volti e immagini ritagliate, costruendo identità volutamente instabili e discontinue.

Il corpo femminile non appare mai nella sua interezza: viene evocato attraverso dettagli, sguardi e parole. La frammentazione diventa così un dispositivo attraverso cui interrogare il modo in cui una donna viene raccontata, guardata e definita, ma anche il modo in cui può riprendere possesso del proprio linguaggio.
Tra confessione, memoria, ironia e spaesamento, Parole di donna trasforma la parola in materia visiva. Il testo non accompagna semplicemente l’immagine, ma ne modifica il senso, la contraddice, la espone a nuove possibilità di lettura.

Ne emerge una costellazione di voci e presenze in cui il personale si apre progressivamente a una dimensione politica e relazionale.

 

Women’s Words

Collage on paper, 2025, 14×22 cm

 

Women’s Words (Parole di donna) is a work composed of six collages in which text and image engage with one another as fragments of an intimate and collective discourse. On graph paper, reminiscent of notebook pages or private notes, writing intertwines with eyes, mouths, faces, and cut-out images, constructing deliberately unstable and discontinuous identities.

The female body never appears in its entirety. It is evoked through details, gazes, and words. Fragmentation thus becomes a device through which to question the ways in which a woman is narrated, looked at, and defined, as well as the ways in which she can reclaim possession of her own language.

Between confession, memory, irony, and disorientation, Parole di donna transforms words into visual matter. The text does not simply accompany the image, but alters its meaning, contradicts it, and opens it up to new possibilities of interpretation.

What emerges is a constellation of voices and presences in which the personal gradually opens onto a political and relational dimension.

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